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Proteggere la pelle

Consigli:

Durante i primi giorni al mare è consigliabile non esporsi ai raggi diretti del sole e quindi proteggersi bene, infatti l’ombrellone limita l’irradiazione solo del 50% per cui le radiazioni ultraviolette riflesse dalla sabbia sono sufficienti per stimolare la produzione di melanina.

Le ore ideali per esporsi al sole sono quelle del mattino (8-11) e del tardo pomeriggio (dopo le 16). Da evitare le ore più calde della giornata (dalle 11 alle 16).

È preferibile inizialmente esporsi al sole per brevi periodi e stando in movimento, in modo che le radiazioni solari si distribuiscano omogeneamente su tutto il corpo. Solo dopo dieci giorni, circa, s’inizia a formare un’abbronzatura duratura. E allora è più confortevole esporsi per più tempo.

In Estate anche durante le giornate grigie, le radiazioni UV, filtrano ugualmente attraverso le nubi, senza che la persona avverta la sensazione di calore sulla cute.

Non abusare dell’uso frequente di filtri solari, contengono sostanze chimiche il cui accumulo può risultare a lungo andare tossico per la nostra pelle. Per cui esporsi al sole con parsimonia durante l’anno.

Quando si sta al sole non utilizzare profumi o prodotti per il trucco: potrebbero lasciare macchie o aloni iperpigmentati sulla pelle o scatenare reazioni allergiche, dovute alla fotosensibilizzazione da raggi UV. Anche per brevi esposizioni.

Chi assume determinati farmaci (antinfiammatori, antidiabetici orali, antibiotici tetracicline, contraccettivi orali, alcuni farmaci per la pressione alta, etc) deve prestare particolare attenzione nell’esporsi al sole.

Diffidare sempre dell’eccezionale ritrovato casalingo che promette un’abbronzatura rapida e intensa.

Per i bimbi sono consigliabili gli stessi accorgimenti ma in più bisognerebbe coprirli con indumenti di cotone bianco possibilmente e, proteggergli gli occhi con lenti munite di filtro UV, dovrebbero esporsi per pochi minuti e in movimento. Un bimbo, soprattutto nei primi anni di vita, non ha completamente sviluppate le cellule melanocitarie, le gh. sebacee, le gh. sudoripare, le quali ad esempio: emettono ancora un sudore poco abbondante. Il suo sistema immunitario è in via di sviluppo! Per questo usate molta attenzione e tutte le precauzioni del caso, le aggressioni e i danni solari subiti durante l’infanzia possono essere irreversibili e rischiano di poter sviluppare in seguito dei melanomi.

Dati sperimentali dimostrano che solo il 3% dei raggi è riflesso da un prato verde, a fronte del 18% della sabbia, il 22% dell’acqua e 80% della neve fresca.

Altitudine –> aumento del 6% d’irradiazione UV ogni 1000 m

Attenzione all’Indice UV 

Originariamente l’indice UV è stato definito in modi diversi nei vari paesi ed è stato utilizzato per informare la popolazione sui rischi legati alla radiazioneUV. In seguito la sua definizione è stata standardizzata e pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). L’Indice UV è raccomandato come mezzo per la diffusione al pubblico dei rischi alla salute derivanti dalla esposizione alla radiazione UV, ed al fine di informare la popolazione sulle misure di protezione da adottare. La nuvolosità e altre rilevanti variabili ambientali sono tenute in considerazione nel calcolo dell’Indice UV, per latitudine e longitudine. E’ facilmente consultabile per tutti, appare sui principali siti meteo presenti sul web e nelle pagine meteo dei maggiori quotidiani nazionali.