Smagliature

Le smagliature si presentano come bande lineari, parallele tra loro, separate da tratti di cute sana Inizialmente le smagliature sono di colore rosso-violaceo a causa della sottigliezza dell’epidermide, che mostra il reticolo venoso. In seguito le smagliature “cicatrizzano” assumendo un colore bianco perlaceo e appaiono sulla cute o leggermente scavate o talvolta con aspetto leggermente rilevato, proprio come una cicatrice. Compaiono generalmente sulle cosce, sui fianchi, sui glutei, sull’addome e sul seno.

Le lesioni possono manifestarsi a qualsiasi età, sebbene si riscontrino soprattutto nelle donne tra i 15 e i 30 anni, che ne sono colpite due volte più degli uomini, e in particolare durante la gravidanza e la pubertà. Sono solitamente raggruppate a due o a tre, parallele tra loro e perpendicolari al senso in cui agiscono le forze di trazione sulla cute. L’esordio è in genere asintomatico, ma può essere accompagnato da una leggera sensazione di prurito o, più raramente, da bruciore e dolore. Il colore dipende dalla loro fase evolutiva: all’inizio quando prevale la componente infiammatoria, pseudoipertrofica, varia dal rosa al rosso violetto o al rosso bluastro, mentre successivamente, nella fase cicatriziale, sono più sottili, pieghettate, depresse al tatto e divengono biancastre, madreperlacee.

Le donne sono colpite due volte più degli uomini. Una delle principali cause di questo inestetismo è la scarsa elasticità del derma. La probabilità di comparsa di smagliature aumenta se a questa condizione di base si associano un rapido aumento o diminuzione di peso che avviene in poco tempo: la brusca distensione cutanea, dovuta a repentini aumenti e cali di peso, produrrebbe, infatti, una rottura delle fibre di collagene e una trazione dei capillari del derma con conseguente sofferenza dei tessuti. Non è ancora chiaro se esiste una predisposizione genetica. Le condizioni che facilitano la comparsa di smagliature sono la crescita, la gravidanza.

Il fattore biochimico ormonale sarebbe il primus movens anche durante la gravidanza, soprattutto tra il 6 e l’8 mese, quando diminuisce la tolleranza al glucosio e aumenta la concentrazione di steroidi chetonici ematici. Può concorrere anche la pratica sportiva più o meno intensa, per l’aumento di volume della muscolatura, per poi passare a lunghi periodi di sedentarietà. Anche una prolungata terapia sistemica con cortisone ad alte dosi o con anabolizzanti può provocare la comparsa di smagliature.

Le smagliature rappresentano un danno cutaneo permanente, sono infatti delle cicatrici. 

Da un punto di vista istologico la stria atrofica corrisponde a un assottigliamento dell’epidermide con atrofia dei fasci di collagene del derma, associata a riduzione delle fibre elastiche che ai bordi della smagliatura sono retratte e assottigliate; questa zona di atrofia non è vascolarizzata.

Patogenesi: le tre fasi La formazione delle smagliature si determina in tre diversi momenti :

  1. a) fase preclinica: blocco della funzione dei fibroblasti e modificazione chimico fisica della sostanza fondamentale ( meno mucopolisaccaridi e diminuita attività degli enzimi glicolitici) con conseguente alterazione delle fibre elastiche e collagene.
  2. b) fase rigenerativa: ripresa dell’attività enzimatica (aumento di ossidoriduttasi, acido e alcalin fosfatasi ed esterasi non specifiche) con riattivazione dei fibroblasti, aumento dei mastociti, ripristino della produzione dei mucopolisaccaridi . Corrisponde clinicamente alle striae rubrae.
  3. c) fase di guarigione: l’attività enzimatica dei fibroblasti si normalizza, le fibre collagene prima, e poi quelle elastiche, si rigenerano ripristinando il tessuto connettivo danneggiato con un aspetto osservabile al microscopio simile a quello del tessuto cicatriziale (striae albae).