LA RIGENERAZIONE DEL TESSUTO CUTANEO

L’epidermide è un organo straordinario, complesso, esteso e altamente specializzato, che quando viene stimolato dall’esterno con trattamenti estetici di tipo invasivo, aghi, bisturi, laser, peeling, fillers, radiofrequenze, attiva risposte cellulari di tipo rigenerativo e/o cicatriziale. Interposta tra le cellule dell’epidermide vi è una sostanza amorfa ricca di glicoproteine e polisaccaridi, la matrice extracellulare (MEC), un micro-mondo dove a impressionare sono le cifre sulla densità e la velocità della materia biologica.
Tra la MEC e le cellule specializzate della pelle avvengono e si ripetono migliaia d’interazioni al secondo. Si tratta di molecole e messaggeri in grado di condizionare, operando sul citoscheletro che compone la struttura interna dei corpi cellulari, adattamenti e spazialità congeniali ai tessuti che ci rivestono secondo gli stimoli che ricevono. E’ solo grazie a questa cadenza coordinata che le cellule capiscono cosa fare e come disporsi, replicandosi e specializzandosi, trasformandosi così da cellule indifferenziate in cellule della pelle. Questo network cellulare avvia vere e proprie fasi dinamiche, sia nelle modalità con le quali dispone e differenzia le cellule sia in quelle per eliminarle.
Le prime riguardano la riparazione e la guarigione delle cellule assecondando, se mantenuta l’integrità della MEC, una naturale evoluzione verso la rigenerazione dell’epidermide e del collagene. E le seconde tra cui la più rappresentativa l’apoptosi, che induce le cellule usurate, ormai difettose, a suicidarsi.
In conformità a ciò si sono prospettate nuove conoscenze e nuove visioni al riguardo dell’organo cute e delle sue strutture basali. Ciò implica una riflessione più accurata sul modo in cui bisognerebbe programmare, procedere e applicare giuste metodologie dermochirurgiche su tessuti e di conseguenza sulle cellule che li compongono la cui vocazione è nota. Il fine sarebbe di assecondare un’ideale rigenerazione tissutale nel contrastare e prevenire l’invecchiamento cutaneo e i segni del tempo.

Bisogna comprendere però che l’eventuale risposta appartiene nella maggioranza dei casi a un corpo già stanco e provato, dal passare degli anni e non solo.
Sappiamo che l’ambiente esterno contamina e sabota incessantemente le nostre cellule a causa dell’inquinamento, attraverso l’ossidazione e i danni perpetrati al DNA e al nostro sistema immunitario. In questi ultimi anni molte ricerche nel campo dermatologico e nella biologia molecolare si sono sempre di più concentrate sugli elementi cellulari che compongono la cute e la sostanza fondamentale che li circonda, la matrice extracellulare.
Quindi il dermatologo oggi può operare, può curare al meglio, prevenendo le scelte sbagliate. Si aprono nuovi versanti terapeutici versus le patologie e l’invecchiamento della pelle. Si studiano farmaci intelligenti e metodologie dermochirurgiche hi-tech, mininvasive, che apporteranno le cure e gli stimoli ideali al fine di raggiungere risultati apprezzabili. E nel tempo contrastare, in modo del tutto naturale, le degenerazioni causate dall’invecchiamento dei tessuti.